IN DIFESA DEL TROTSKISMO
Costanzo Preve in una serie di scritti’’Contributi per una discussione da proseguire’’cerca di analizzare criticamente il trotskismo,il bordighismo e il maoismo.
Cercherò di esaminare l’analisi di Preve al trotskismo.
L’analisi del bordighismo e del maoismo al momento non sono prioritarie.
Una confutazione del trotskismo richiede una serie di premesse storiche che Preve fa in modo confuso e grossolano.
Prima di tutto bisogna chiarire al lettore che il termine trotskismo è stato coniato intorno alla metà degli anni ’20 dalla nascente burocrazia staliniana contro l’opposizione di sinistra guidata da Trotsky.
Quest’ultimo ha da sempre chiamato il movimento che a lui faceva capo come bolscevico-leninista,accettando con un sorriso il termine trotskista.
Negli anni seguente questo appellativo diventò negli ambienti stalinisti una sorta d’insulto;era un po’ come farsi dare del fascista.
Iniziamo col ricordare a Costanzo Preve che le prime analisi critiche,riguardanti lo sviluppo dell’imperialismo mondiale e la degenerazione dell’Urss vennero proprio da questa corrente;cito ‘’Il ritratto di Stalin’’di Victor Serge,’’I pericoli professionali del potere’’di Rakovskij e ovviamente ‘’La rivoluzione tradita’’di Trotsky.
Di tutto questo Preve ovviamente non poteva tenerne conto e a breve vedremo i motivi.
Inoltre il nostro professore non fa i conti con alcuni principi fondamentali del pensiero di Trotsky; accusa i trotskisti di dogmatismo quando è Trotsky stesso a dire’’Il pensiero rivoluzionario non ha nulla a che fare con l’idolatria.Programmi e previsioni sono continuamente testati e calibrati alla luce dell’esperienza,che è il criterio supremo dell’umana ragione’’.1
Quello di Trotsky è un metodo che deve essere applicato ai fenomeni sociali;la critica del trotskismo merita una contestualizzazione degli aventi che nel testo da me analizzato non è stata fatta.
La fine della Seconda Guerra Mondiale ha segnato l’egemonia dei grandi partiti stalinisti,la Quarta Internazionale non era di certo il punto di riferimento del movimento operaio e questo l’ha fortemente indebolita;inoltre al suo interno nacque una corrente revisionista,i pablisti.
Lenin del resto diceva che se il partito rivoluzionario non avesse conquistato l’egemonia politica e culturale nella classe operaia,avrebbe subito lo spontaneismo e l’ideologia piccolo borghese,radicata da molto più tempo nella società.2
Così è stato per una parte del movimento trotskista che è stato imbevuto d’ideologia piccolo borghese,dallo studentismo al guevarismo.
Preve,in questo caso,non solo dimentica la lezione di Lenin ma dimostra un’assoluta incapacità di ricercare la ragione storica e sociale degli eventi.
Continuando a confutare l’articolo di Preve troviamo un’assimilazione del trotskismo con il negrismo.
Il nostro professorino dice’’Il trotskismo ha il comune con il negrismo una sorta di universalismo astratto ed aprioristico,che non a caso(ed in entrambi i casi)sostiene l’esistenza di una globalizzazione mondializzata,e rifiuta ogni legittimità alla questione nazionale come momento oggi assolutamente imprescindibile per la resistenza all’imperialismo(ed agli imperialismi),,.
Anche qui il confronto con Trotsky appare inesistente.
In realtà il diritto di autodeterminazione dei popoli è stato da sempre ribadito dai teorici della Quarta Internazionale in rapporto alla rivoluzione socialista.
A riguardo della fase di transizione Trotsky dice’’I compiti dei Paesi Coloniali e semicoloniali sono la rivoluzione agraria,cioè la liquidazione dei retaggi feudali e l’indipendenza nazionale,cioè il rovesciamento del giogo imperialistico.I due compiti sono strettamente connessi tra loro’’.3
Tutto questo chiarisce la continuità fra la concezione leniniana del diritto dell’autodecisione dei popoli e il metodo di Trotsky.
In verità Tony Negri in ‘’Impero’’non prenderà a modello l’analisi di Lenin sull’imperialismo,ma la teoria dell’accumulazione capitalistica di Rosa Luxemburg.
Negri riprendendo la Luxemburg afferma’’Il capitale è come un organismo che non può vivere senza spingersi al di fuori dei suoi confini per nutrirsi del suo ambiente esterno.Il fuori gli è necessario,,.4
Rosa Luxemburg non vede più il dentro,volendo usare il linguaggio di Negri,e quindi c’è una progressiva dilatazione dello stato nazione.
L’analisi di Preve è assolutamente infondata.
Arrivati a questo punto inizia a confutare la figura di Stalin.
Preve distingue tre metodi riguardanti l’analisi di questo personaggio:l’approccio realistico di tipo diplomatico militare,l’approccio etico ed infine l’approccio strutturale in senso marxista.
Il suo approccio sarà strutturale in senso marxista.
Preve utilizzando i tre approcci analizzerà l’industrializzazione del 1929,il Patto Hitler-Stalin e la sovietizzazione delle repubbliche popolari del 1945-1949.
Sulla base del primo metodo Stalin trova assoluzione in tutti tre i casi.
Il secondo approccio è il rovescio della medaglia del primo.
Essendo i primi due approcci fondamentali per capire il terzo inizierei a confutare le conclusioni di Preve a riguardo del primo approccio,quello diplomatico militare.
Il nostro professore dice che l’Urss doveva progredire economicamente per reggere il confronto con i capitalismi emergenti,quello della Germania e quello del Giappone.
L’Urss viene quindi equiparata alle grandi potenze imperialiste,deve crescere economicamente.
Preve del resto ignora che il primo a parlare di degenerazione dello Stato Operaio è stato Lenin!
Stando a questo discorso viene giustificato lo sfruttamento delle masse operaie da parte della burocrazia.
Il Machiavelli del primo approccio viene contrapposto al Kant del secondo approccio.
Trotsky del resto diceva’’operare in politica sulla base di criteri morali astratti è un’impresa disperata.La morale politica discende dalla politica stessa,è in funzione della politica.Soltando una politica che sia al servizio di un grande compito storico,può adottare metodi di azione moralmente irreprensibili,,.5
Quella di Trotsky è una vera lezione di etica rivoluzionaria.
Ritornando all’analisi del nostro professore le conclusioni sono due;o egli ignora la degenerazione dello Stato Operaio,altrimenti dimostra una grave ignoranza riguardo i rapporti fra etica e marxismo.
Il secondo episodio che Preve vuole analizzare è il Patto Hitler-Stalin.
Qui il nostro professorino afferma che Stalin è riuscito a prendere tempo per organizzare le difese,prevedendo l’attacco di Hitler.
Stalin in realtà confidava nel patto con Hitler.
Quando iniziò l’attacco fu infatti preso dal panico e scomparve dalla scena politica fino al 3 luglio 1941.Ora citerò un evento di cruciale importanza per capire la vicenda.
Il 12 novembre 1940 Molotov incontra a Berlino Hitler,il quale gli comunica che l’Inghilterra è prossima a cadere e propone all’Urss di entrare nel Patto Tripartito.
Hitler spiega la prossima spartizione del mondo alla quale Molotov risponde positivamente con il solo problema riguardante l’influenza russa nei balcani.
Stalin non intendeva rinunciare alla sua influenza nei Balcani,mentre Hitler voleva spingerlo verso il Medio Oriente facendolo entrare il conflitto con l’Inghilterra.
Sarà questo a far saltare l’accordo nonostante le sollecitazioni da Mosca.
Quando il 22 giugno la Germania dichiara guerra all’Urss Molotov gli ricordò tutti i servizi resi e commenta’’E’ la guerra.Credete che ce la siamo meritata?’’6
Sicuramente anche qui Preve dimostra grande disonestà intellettuale.
Per ciò che riguarda la rivoluzione cinese questa era stata già strongata dal Komintern negli anni 1925-1927 e non è il caso di dilungarsi.
L’approccio marxista di Preve porta alla conclusione,da lui definita in linea con quella dei maoisti,che l’Urss era una forma inedita di Stato dove le borghesie erano stato sostituite dalle burocrazie di Stato.
Preve non capisce come l’Urss si trovava ad un bivio fra la rivoluzione socialista e il ripristino del capitalismo.
Toccava al proletariato russo rovesciare la burocrazia termidoriana e far trionfare la rivoluzione socialista,altrimenti la guerra avrebbe ripristinato il capitalismo.
Purtroppo si è realizzata la seconda ipotesi;l’Urss si è spostata progressivamente verso destra fino alla costituzione del capitalismo di stato.
Preve continua a non comprendere il rapporto fra bolscevismo,rivoluzione d’ottobre e Urss;la sua è una pietosa Torre di Babele in salsa rossa!
Arrivati a questo punto inizia la sua analisi della rivoluzione permanente.
A riguardo di ciò dice’’Essa afferma che una rivoluzione non deve fermarsi mai fino al suo approdo al socialismo, e che tutte le rivendicazioni parziali in favore di altre classi non proletarie (piccola borghesia, contadini, eccetera) sono sempre e solo provvisorie. Le alleanze di classe, non escluse a priori, sono sempre e solo tattiche e non strategiche. La sola classe rivoluzionaria è e resta il proletariato, inteso come somma di proletariato operaio ed in subordine di proletariato agricolo,,
Preve utilizza per criticare la teoria della rivoluzione permanente la formula hegeliana della ‘’furia del dileguare’’secondo la quale si salta direttamente all’obiettivo finale senza tenere conto dei passaggi intermedi.
Secondo lui la teoria di Trotsky è l’opposto della teoria di Bernstein.
Mi chiedo se Preve abbia mai letto il Programma di Transizione,dove Trotsky da delle linee guida per la transizione al socialismo in rapporto alle varie circostanze politiche.
Vale la penna contrapporgli un’affermazione di Trotsky’’E’ la mancanza d’indipendenza economica e politica della piccola borghesia(contadini)e la sua profonda differenziazione interna,che permette ai suoi strati superiori di allearsi con la grande borghesia negli aventi decisivi,soprattutto in occasione di guerre e rivoluzioni,mentre gli strati inferiori si alleano al proletariato-il che obbliga gli strati intermedi a scegliere tra queste due forze.Tra il regime di Kerenskij e il potere bolscevico,tra il Kuomitang e la dittatura del proletariato,non c’è e non può esserci nessun regime intermedio,cioè a dire nessuna dittatura democratica degli operai e dei contadini,,.7
Lo stesso Marx ricorda come i contadini sono una classe priva di autonomia;i singoli agenti economici non potendosi rappresentare da soli hanno bisogno di farsi rappresentare,ponendo un legame fra classi medie e ordine borghese.
Preve generalizza sulla composizione della piccola borghesia,non cogliendo alcuni fattori fondamentali.
La piccola borghesia ha una composizione interna che va dagli sfruttatori ai semi-proletari,quindi il compito del partito rivoluzionario sarà quello di portare la lotta di classe nelle campagne al fine di distinguere gli alleati dai nemici.
La teoria della rivoluzione permanente va a superare alcune diffidenze che Marx aveva nei confronti delle classi medie e quindi anche dei contadini.
Per Marx’’I ceti medi,il piccolo industriale,il piccolo commerciante,l’artigiano,il contadino,combattono tutti contro la borghesia per poter conservare la propia esistenza come ceti medi.
Quindi non sono rivoluzionari ma conservatori.Ma v’è di più:essi sono reazionari,giacchè cercano di far camminare la storia a ritroso.Se sono rivoluzionari,lo sono in quanto prevedono di dover passare al proletariato e così non difendono i loro attuali interessi,ma quelli futuri,e abbandonano il loro punto di vista per adottare quello del proletariato,,.8
Lenin e Trotsky capiscono che la rivoluzione aveva bisogno dei contadini,guidati da un proletariato maturo e quindi vanno oltre l’analisi di Marx.
Il processo rivoluzionario poteva essere portato a termine solo da un proletariato maturo come lo era all’epoca il proletariato tedesco;il problema della rivoluzione socialista è stato posto in Russia ma non poteva essere risolto in Russia.
Tutto questo era chiaro a Lenin,Trotsky,Rosa Luxemburg e Liebknecht.
La borghesia fa il possibile per scagliare i ceti medi contro il proletariato.Facciamo qualche esempio!
Con l’avanzare delle crisi economiche,abbiamo l’aumento dei prezzi;i piccoli commercianti non riuscendo a vendere devono chiudere bottega.
La borghesia va ad imputare il rialzo dei prezzi all’aumento dei salari indirizzando la rabbia dei commercianti contro la classe operaia.
Il piccolo produttore a differenza dell’operaio non può chiedere l’aumento del salario e quindi si sente travolto dalla crisi economica.
Trotsky nel Programma di Transizione svela l’inganno capitalista’’La lotta ufficiale dello Stato contro il carovita è solo un inganno per le masse.Ma i contadini,gli artigiani e i commercianti,in quanto anch’essi consumatori,possono trovarsi a fianco degli operai nella determinazione delle politiche di controllo sui prezzi.Alle lamentele dei capitalisti sui costi di produzione ,i consumatori rispondono:<<Mostrateci i vostri bilanci ;chiediamo di controllare il modo in cui vengano stabiliti i prezzi>>.Gli organismi predisposti a questo controllo dovrebbero essere gli organismo di controllo sui prezzi,costituiti da delegati delle fabbriche,dei sindacati,delle cooperative,delle organizzazioni degli agricoltori,della<<povera gente>>delle città,casalinghe ecc’’.
Pensiamo all’attualità di tutto questo in rapporto alla situazione attuale!
Ma per Preve,Trotsky non ha idea della fase di transizione,tutto questo è fumo!
Sembra che il nostro professore abbracci la tesi di Stalin secondo cui i bolscevico-leninisti,pardon trotskisti,vogliano schiacciare i contadini.Del resto per un simpatizzante maoista!
Da quest’analisi penso che sia chiaro il contrario.
Per ciò che riguarda il socialismo in un paese solo,Preve criticando la burocraticizzazione coglie solo un aspetto della questione,tralasciandone almeno altri due importantissimi.
Il nostro professore dimentica l’impossibilità di sopravvivenza del socialismo accerchiato dall’imperialismo o almeno critica tutto questo solo in rapporto alla burocraticizzazione e non alla realizzazione del comunismo.
Inoltre non tiene conto dell’importanza delle ideologie,come strumento di controllo delle masse e in un paese come la Russia soprattutto delle masse contadine.
Se si ammette il socialismo in un paese solo bisogna conferire a quel paese un ruolo messianico,per poter dire che li è possibile il socialismo e in tutti gli altri paesi no.
Riportiamo a sostegno di tutto ciò un affermazione di Ribbentrop,nel periodo del Patto-Hitler-Stalin’’Egli ha applicato metodi che in Russia erano in corso fin dai tempi antichi.E nel guardare il ritratto dello Zar Alessandro che sta esposto nel Cremlino,si ha…ancora l’impressione di andare a trovare uno Zar e non Stalin’’.
Stalin ha ripristinato i vecchi culti zaristi,il suo potere era un potere sacrale;lui era il grande padre della Russia e ogni contadino doveva essergli devoto.
Cosa analoga è toccata ai regimi maoisti dove lo stalinismo si è incrociato con il confucianesimo e il taoismo.
Preve ha una confusa concezione della fase di transizione e soprattutto non coglie l’importanza dell’ideologia intesa come ideologia della classe dominante.
Nella sua analisi sembra che non abbia idea di che cosa sia la sovrastruttura!
L’analisi di Preve appare assolutamente lacunosa,perché non coglie gli aspetti fondamentali della fase di transizione;la continuità che c’è fra il Manifesto e il Programma di Transizione.
Egli si limita a bollare la rivoluzione permanente senza averla minimamente confutata;pone una semplificazione grottesca di un pensiero rivoluzionario che è ben più ampio.
Il nostro professore si esonera affermando la necessità di andare oltre il contrasto fra trotskisti e stalinisti.
La sua conclusione si sposa con una sinistra incapace di fare i conti con gli errori del passato;con un processo di assunzione nei meccanismi sistemici che precede lo stesso stalinismo.
Il marxismo deve essere liberato da dogmi e incrostazioni ideologiche,ma questo processo non può che partire dal marxismo stesso;da qui nasce la necessità di smascherare la controrivoluzione staliniana e le menzogne maoiste.
La Quarta Internazionale è stata l’unico vero tentativo di rovesciare l’imperiasmo,quello democratico e quello fascista,e d’istaurare il socialismo;i marxisti devono ripartire da quest’esperienza che è stata interrotta ma che può riprendere.
Per Preve poi gli stalinisti restano quelli che si sono opposti al fascismo!Ora possiamo davvero riderci sopra!
1)Trotsky’’A novant’anni dal manifesto dei comunisti’’
2)Lenin’’Che fare?’’
3)Trotsky’’Il programma di transizione’’
4)Michael Hardt/Antonio Negri’’Impero’’
5)Roberto Massari’’Trotsky e la ragione rivoluzionaria’’
6)Arturo Peregalli’’Il patto Hitler-Stalin’’
7)Trotsky’’La rivoluzione permanente’’
8)Marx-Engels’’Manifesto del Partito Comunista’’
Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa