lunedì 6 febbraio 2012
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un contributo dei compagni di firenze
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Giornale Comunista dei Lavoratori. Organo di Stampa del PCL

A parer nostro, il punto di partenza della nostra attività, il primo passo pratico per creare l'organizzazione che vogliamo, il filo conduttore, infine, seguendo il quale potremo incessantemente sviluppare, approfondire e allargare quest'organizzazione, dev'essere la fondazione di un giornale politico per tutta la Russia. Ci occorre innanzi tutto un giornale; senza un giornale è impossibile condurre sistematicamente quella propaganda e quell'agitazione multiformi e conseguenti che costituiscono il compito permanente e principale della socialdemocrazia in generale, e il compito particolarmente urgente del momento attuale, in cui l'interesse per la politica, per le questioni del socialismo, si è destato nei più larghi strati della popolazione. E mai si è sentita con tanta forza come oggi l'esigenza di completare l'agitazione dispersa, svolta attraverso l'azione personale, i giornaletti locali, gli opuscoli, ecc., con quell'agitazione generalizzata e regolare che si può svolgere soltanto per mezzo della stampa periodica. Non credo sia esagerato affermare che la maggiore o minore frequenza e regolarità dell'uscita (e diffusione) del giornale potrà essere l'indice più esatto della solidità con la quale saremo riusciti a organizzare questo settore, che è il più elementare e il più importante della nostra attività militare. Inoltre, quel che ci occorre è precisamente un giornale per tutta la Russia. Se non sapremo e fino a quando non sapremo unificare la nostra influenza sul popolo e sul governo mediante la parola stampata, sarà un'utopia pensare di poter unificare altri mezzi d'influenza più complessi, più difficili e al tempo stesso più decisivi. Il nostro movimento, sia dal punto di vista ideologico che da quello pratico, organizzativo, soffre sempre di più a causa del suo frazionamento, dato che l'enorme maggioranza dei socialdemocratici è quasi completamente assorbita dal lavoro puramente locale, che restringe il suo orizzonte, l'ampiezza della sua attività, la sua esperienza clandestina e la sua preparazione. Appunto in questo frazionamento si debbono cercare le radici più profonde di quell'instabilità e di quella titubanza di cui abbiamo parlato sopra. E il primo passo avanti per sbarazzarsi di questo difetto, per trasformare alcuni movimenti locali in un unico movimento nazionale russo deve essere l'organizzazione di un giornale per tutta la Russia.

...... ....... ........

Un giornale, tuttavia, non ha solo la funzione di diffondere idee, di educare politicamente e di conquistare alleati politici. Il giornale non è solo un propagandista e un agitatore collettivo, ma anche un organizzatore collettivo. Sotto questo ultimo aspetto lo si può paragonare alle impalcature che rivestono un edificio in costruzione ma ne lasciano indovinare la sagoma, facilitano i contatti tra i costruttori, li aiutano a suddividersi il lavoro e a rendersi conto dei risultati generali ottenuti con il lavoro organizzato. Attraverso il giornale e con il giornale si formerà un'organizzazione permanente, che si occuperà non soltanto del lavoro locale, ma anche del lavoro generale sistematico, che insegnerà ai suoi membri a seguire attentamente gli avvenimenti politici, a valutarne l'importanza e l'influenza sui diversi strati della popolazione, a elaborare quei metodi che permettono al partito rivoluzionario di esercitare la sua influenza sugli stessi avvenimenti. Lo stesso compito tecnico di assicurare al giornale un regolare rifornimento di materiale e una regolare diffusione costringerà a creare una rete di fiduciari locali del partito unico, fiduciari che dovranno mantenersi in contatto vivo gli uni con gli altri, dovranno conoscere la situazione generale, abituarsi ad eseguire regolarmente una parte del lavoro per tutta la Russia, a saggiare le loro forze organizzando ora questa ora quell'azione rivoluzionaria. Questa rete di fiduciari [1*] sarà l'ossatura dell'organizzazione che precisamente ci occorre: abbastanza grande per abbracciare tutto il paese; abbastanza ampia e multiforme per effettuare una rigorosa e particolareggiata divisione del lavoro; abbastanza temprata per saper compiere inflessibilmente ili suo lavoro in tutte le circostanze, in tutte le «svolte» e in tutti gli imprevisti; abbastanza duttile per sapere, da una parte, evitare la battaglia in terreno scoperto con un nemico di forze superiori, che ha concentrato le sue forze in un solo punto e, dall'altra, approfittare dell'incapacità di manovra del nemico per piombargli addosso nel luogo e nel momento in cui meno se lo aspetta. Oggi davanti a noi si pone un compito relativamente facile: sostenere gli studenti che manifestano nelle piazze delle grandi città. Domani potrebbe porsi un compito più difficile, per esempio sostenere il movimento dei disoccupati in un determinato rione. Dopodomani dovremo forse trovarci al nostro posto per partecipare in modo rivoluzionario a una sommossa contadina. Oggi dobbiamo utilizzare l'inasprimento della situazione politica che il governo ha provocato con la crociata contro lo zemstvo. Domani dovremo appoggiare l'indignazione della popolazione contro questo o quello sbirro zarista scatenato e aiutare, mediante il boicottaggio, la denuncia, le manifestazioni, ecc., a impartirgli una lezione tale da costringerlo a un'aperta ritirata. Tale grado di preparazione alla lotta si può formare soltanto con un'attività continua che impegni le truppe regolari. E se noi uniremo le nostre forze per far uscire un giornale su scala nazionale, tale lavoro preparerà e farà emergere non soltanto i propagandisti più abili, ma anche gli organizzatori più provetti, i capi politici più capaci che sappiano lanciare ai momento giusto la parola d'ordine della lotta decisiva e dirigere questa lotta.

Vladimir Lenin tratto dal Da che cosa cominciare? 1901

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segreti di stato
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SEGRETI DI STATO  di Stefano Zecchinelli

 

 

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul segreto;l’Italia è una Repubblica democratica canonizzata dai segreti:segreti di stato.

 

Il neonato sistema repubblicano nasce fra le macerie della Strage di Portella delle Ginestre,il primo maggio 1947,attraverserà il piombo di Scelba e Tambroni,fino a giungere alla resa dei conti successiva alle mobilitazioni studentesche del 1968.

 

La storia dello stragismo in Italia riguarda il rapporto che intercorreva fra centri di potere interni al nostro territorio e paesi come la Spagna Franchista,il regime dei colonnelli in Grecia e il governo centrale di Washington.

 

Si avvicinava a seguito delle lotte di fine anni ’60 il periodo della strategia della tensione.

 

Questa definizione viene solitamente analizzata in modo molto grossolano dalla storiografia ufficiale.

 

Siamo soliti affermare che la ratio della strategia della tensione è di mandare in crisi governi democratici attraverso attentati terroristici;questo avrebbe aumentato la richiesta di sicurezza da parte del corpo sociale,portando all’instaurazione di dittature militari.

 

Questa definizione è molto parziale;prendiamo in esame il maccartismo.

 

Il maccartismo è un atteggiamento anticomunista che caratterizzò gli Stati Uniti nel periodo successivo la fine della seconda guerra mondiale.

 

Il senatore repubblicano Mc Carty riuscì ad avere il controllo dei mezzi di comunicazione instaurando un clima di panico e tensione.

 

In quel periodo del resto i teorici repubblicani e democratici avanzarono la teoria del dominio secondo la quale se una nazione era comunista le nazioni vicine sarebbero progressivamente diventata comuniste anche loro.

 

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IN DIFESA DEL TROTSKISMO
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IN DIFESA DEL TROTSKISMO

 

 

Costanzo Preve in una serie di scritti’’Contributi per una discussione da proseguire’’cerca di analizzare criticamente il trotskismo,il bordighismo e il maoismo.

 

Cercherò di esaminare l’analisi di Preve al trotskismo.

 

L’analisi del bordighismo e del maoismo al momento non sono prioritarie.

 

Una confutazione del trotskismo richiede una serie di premesse storiche che Preve fa in modo confuso e grossolano.

 

Prima di tutto bisogna chiarire al lettore che il termine trotskismo è stato coniato intorno alla metà degli anni ’20 dalla nascente burocrazia staliniana contro l’opposizione di sinistra guidata da Trotsky.

 

Quest’ultimo ha da sempre chiamato il movimento che a lui faceva capo come bolscevico-leninista,accettando con un sorriso il termine trotskista.

 

Negli anni seguente questo appellativo diventò negli ambienti stalinisti una sorta d’insulto;era un po’ come farsi dare del fascista.

 

Iniziamo col ricordare a Costanzo Preve che le prime analisi critiche,riguardanti lo sviluppo dell’imperialismo mondiale e la degenerazione dell’Urss vennero proprio da questa corrente;cito ‘’Il ritratto di Stalin’’di Victor Serge,’’I pericoli professionali del potere’’di Rakovskij e ovviamente ‘’La rivoluzione tradita’’di Trotsky.

 

Di tutto questo Preve ovviamente non poteva tenerne conto e a breve vedremo i motivi.

 

Inoltre il nostro professore non fa i conti con alcuni principi fondamentali del pensiero di Trotsky; accusa i trotskisti di dogmatismo quando è Trotsky stesso a dire’’Il pensiero rivoluzionario non ha nulla a che fare con l’idolatria.Programmi e previsioni sono continuamente testati e calibrati alla luce dell’esperienza,che è il criterio supremo dell’umana ragione’’.1

 

Quello di Trotsky è un metodo che deve essere applicato ai fenomeni sociali;la critica del trotskismo merita una contestualizzazione degli aventi che nel testo da me analizzato non è stata fatta.

 

La fine della Seconda Guerra Mondiale ha segnato l’egemonia dei grandi partiti stalinisti,la Quarta Internazionale non era di certo il punto di riferimento del movimento operaio e questo l’ha fortemente indebolita;inoltre al suo interno nacque una corrente revisionista,i pablisti.

 

Lenin del resto diceva che se il partito rivoluzionario non avesse conquistato l’egemonia politica e culturale nella classe operaia,avrebbe subito lo spontaneismo e l’ideologia piccolo borghese,radicata da molto più tempo nella società.2

 

Così è stato per una parte del movimento trotskista che è stato imbevuto d’ideologia piccolo borghese,dallo studentismo al guevarismo.

 

Preve,in questo caso,non solo dimentica la lezione di Lenin ma dimostra un’assoluta incapacità di ricercare la ragione storica e sociale degli eventi.

 

Continuando a confutare l’articolo di Preve troviamo un’assimilazione del trotskismo con il negrismo.

 

Il nostro professorino dice’’Il trotskismo ha il comune con il negrismo una sorta di universalismo astratto ed aprioristico,che non a caso(ed in entrambi i casi)sostiene l’esistenza di una globalizzazione mondializzata,e rifiuta ogni legittimità alla questione nazionale come momento oggi assolutamente imprescindibile per la resistenza all’imperialismo(ed agli imperialismi),,.

 

Anche qui il confronto con Trotsky appare inesistente.

 

In realtà il diritto di autodeterminazione dei popoli è stato da sempre ribadito dai teorici della Quarta Internazionale in rapporto alla rivoluzione socialista.

 

A riguardo della fase di transizione Trotsky dice’’I compiti dei Paesi Coloniali e semicoloniali sono la rivoluzione agraria,cioè la liquidazione dei retaggi feudali e l’indipendenza nazionale,cioè il rovesciamento del giogo imperialistico.I due compiti sono strettamente connessi tra loro’’.3

 

Tutto questo chiarisce la continuità fra la concezione leniniana del diritto dell’autodecisione dei popoli e il metodo di Trotsky.

 

In verità Tony Negri in ‘’Impero’’non prenderà a modello l’analisi di Lenin sull’imperialismo,ma la teoria dell’accumulazione capitalistica di Rosa Luxemburg.

 

Negri riprendendo la Luxemburg afferma’’Il capitale è come un organismo che non può vivere senza spingersi al di fuori dei suoi confini per nutrirsi del suo ambiente esterno.Il fuori gli è necessario,,.4

 

Rosa Luxemburg non vede più il dentro,volendo usare il linguaggio di Negri,e quindi c’è una progressiva dilatazione dello stato nazione.

 

L’analisi di Preve è assolutamente infondata.

 

Arrivati a questo punto inizia a confutare la figura di Stalin.

 

Preve distingue tre metodi riguardanti l’analisi di questo personaggio:l’approccio realistico di tipo diplomatico militare,l’approccio etico ed infine l’approccio strutturale in senso marxista.

 

Il suo approccio sarà strutturale in senso marxista.

 

Preve utilizzando i tre approcci analizzerà l’industrializzazione del 1929,il Patto Hitler-Stalin e la sovietizzazione delle repubbliche popolari del 1945-1949.

 

Sulla base del primo metodo Stalin trova assoluzione in tutti tre i casi.

 

Il secondo approccio è il rovescio della medaglia del primo.

 

Essendo i primi due approcci fondamentali per capire il terzo inizierei a confutare le conclusioni di Preve a riguardo del primo approccio,quello diplomatico militare.

 

Il nostro professore dice che l’Urss doveva progredire economicamente per reggere il confronto con i capitalismi emergenti,quello della Germania e quello del Giappone.

 

L’Urss viene quindi equiparata alle grandi potenze imperialiste,deve crescere economicamente.

 

Preve del resto ignora che il primo a parlare di degenerazione dello Stato Operaio è stato Lenin!

 

Stando a questo discorso viene giustificato lo sfruttamento delle masse operaie da parte della burocrazia.

 

Il Machiavelli del primo approccio viene contrapposto al Kant del secondo approccio.

 

Trotsky del resto diceva’’operare in politica sulla base di criteri morali astratti è un’impresa disperata.La morale politica discende dalla politica stessa,è in funzione della politica.Soltando una politica che sia al servizio di un grande compito storico,può adottare metodi di azione moralmente irreprensibili,,.5

 

Quella di Trotsky è una vera lezione di etica rivoluzionaria.

 

Ritornando all’analisi del nostro professore le conclusioni sono due;o egli ignora la degenerazione dello Stato Operaio,altrimenti dimostra una grave ignoranza riguardo i rapporti fra etica e marxismo.

 

Il secondo episodio che Preve vuole analizzare è il Patto Hitler-Stalin.

 

Qui il nostro professorino afferma che Stalin è riuscito a prendere tempo per organizzare le difese,prevedendo l’attacco di Hitler.

 

Stalin in realtà confidava nel patto con Hitler.

 

Quando iniziò l’attacco fu infatti preso dal panico e scomparve dalla scena politica fino al 3 luglio 1941.Ora citerò un evento di cruciale importanza per capire la vicenda.

 

Il 12 novembre 1940 Molotov incontra a Berlino Hitler,il quale gli comunica che l’Inghilterra è prossima a cadere e propone all’Urss di entrare nel Patto Tripartito.

 

Hitler spiega la prossima spartizione del mondo alla quale Molotov risponde positivamente con il solo problema riguardante l’influenza russa nei balcani.

 

Stalin non intendeva rinunciare alla sua influenza nei Balcani,mentre Hitler voleva spingerlo verso il Medio Oriente facendolo entrare il conflitto con l’Inghilterra.

 

Sarà questo a far saltare l’accordo nonostante le sollecitazioni da Mosca.

 

Quando il 22 giugno la Germania dichiara guerra all’Urss Molotov gli ricordò tutti i servizi resi e commenta’’E’ la guerra.Credete che ce la siamo meritata?’’6

 

Sicuramente anche qui Preve dimostra grande disonestà intellettuale.

 

Per ciò che riguarda la rivoluzione cinese questa era stata già strongata dal Komintern negli anni 1925-1927 e non è il caso di dilungarsi.

 

L’approccio marxista di Preve porta alla conclusione,da lui definita in linea con quella dei maoisti,che l’Urss era una forma inedita di Stato dove le borghesie erano stato sostituite dalle burocrazie di Stato.

 

Preve non capisce come l’Urss si trovava ad un bivio fra la rivoluzione socialista e il ripristino del capitalismo.

 

Toccava al proletariato russo rovesciare la burocrazia termidoriana e far trionfare la rivoluzione socialista,altrimenti la guerra avrebbe ripristinato il capitalismo.

 

Purtroppo si è realizzata la seconda ipotesi;l’Urss si è spostata progressivamente verso destra fino alla costituzione del capitalismo di stato.

 

Preve continua a non comprendere il rapporto fra bolscevismo,rivoluzione d’ottobre e Urss;la sua è una pietosa Torre di Babele in salsa rossa!

 

Arrivati a questo punto inizia la sua analisi della rivoluzione permanente.

 

A riguardo di ciò dice’’Essa afferma che una rivoluzione non deve fermarsi mai fino al suo approdo al socialismo, e che tutte le rivendicazioni parziali in favore di altre classi non proletarie (piccola borghesia, contadini, eccetera) sono sempre e solo provvisorie. Le alleanze di classe, non escluse a priori, sono sempre e solo tattiche e non strategiche. La sola classe rivoluzionaria è e resta il proletariato, inteso come somma di proletariato operaio ed in subordine di proletariato agricolo,,

 

Preve utilizza per criticare la teoria della rivoluzione permanente la formula hegeliana della ‘’furia del dileguare’’secondo la quale si salta direttamente all’obiettivo finale senza tenere conto dei passaggi intermedi.

 

Secondo lui la teoria di Trotsky è l’opposto della teoria di Bernstein.

 

Mi chiedo se Preve abbia mai letto il Programma di Transizione,dove Trotsky da delle linee guida per la transizione al socialismo in rapporto alle varie circostanze politiche.

 

Vale la penna contrapporgli un’affermazione di Trotsky’’E’ la mancanza d’indipendenza economica e politica della piccola borghesia(contadini)e la sua profonda differenziazione interna,che permette ai suoi strati superiori di allearsi con la grande borghesia negli aventi decisivi,soprattutto in occasione di guerre e rivoluzioni,mentre gli strati inferiori si alleano al proletariato-il che obbliga gli strati intermedi a scegliere tra queste due forze.Tra il regime di Kerenskij e il potere bolscevico,tra il Kuomitang e la dittatura del proletariato,non c’è e non può esserci nessun regime intermedio,cioè a dire nessuna dittatura democratica degli operai e dei contadini,,.7

 

Lo stesso Marx ricorda come i contadini sono una classe priva di autonomia;i singoli agenti economici non potendosi rappresentare da soli hanno bisogno di farsi rappresentare,ponendo un legame fra classi medie e ordine borghese.

 

Preve generalizza sulla composizione della piccola borghesia,non cogliendo alcuni fattori fondamentali.

 

La piccola borghesia ha una composizione interna che va dagli sfruttatori ai semi-proletari,quindi il compito del partito rivoluzionario sarà quello di portare la lotta di classe nelle campagne al fine di distinguere gli alleati dai nemici.

 

La teoria della rivoluzione permanente va a superare alcune diffidenze che Marx aveva nei confronti delle classi medie e quindi anche dei contadini.

 

Per Marx’’I ceti medi,il piccolo industriale,il piccolo commerciante,l’artigiano,il contadino,combattono tutti contro la borghesia per poter conservare la propia esistenza come ceti medi.

 

Quindi non sono rivoluzionari ma conservatori.Ma v’è di più:essi sono reazionari,giacchè cercano di far camminare la storia a ritroso.Se sono rivoluzionari,lo sono in quanto prevedono di dover passare al proletariato e così non difendono i loro attuali interessi,ma quelli futuri,e abbandonano il loro punto di vista per adottare quello del proletariato,,.8

 

Lenin e Trotsky capiscono che la rivoluzione aveva bisogno dei contadini,guidati da un proletariato maturo e quindi vanno oltre l’analisi di Marx.

 

Il processo rivoluzionario poteva essere portato a termine solo da un proletariato maturo come lo era all’epoca il proletariato tedesco;il problema della rivoluzione socialista è stato posto in Russia ma non poteva essere risolto in Russia.

 

Tutto questo era chiaro a Lenin,Trotsky,Rosa Luxemburg e Liebknecht.

 

La borghesia fa il possibile per scagliare i ceti medi contro il proletariato.Facciamo qualche esempio!

 

Con l’avanzare delle crisi economiche,abbiamo l’aumento dei prezzi;i piccoli commercianti non riuscendo a vendere devono chiudere bottega.

 

La borghesia va ad imputare il rialzo dei prezzi all’aumento dei salari indirizzando la rabbia dei commercianti contro la classe operaia.

 

Il piccolo produttore a differenza dell’operaio non può chiedere l’aumento del salario e quindi si sente travolto dalla crisi economica.

 

Trotsky nel Programma di Transizione svela l’inganno capitalista’’La lotta ufficiale dello Stato contro il carovita è solo un inganno per le masse.Ma i contadini,gli artigiani e i commercianti,in quanto anch’essi consumatori,possono trovarsi a fianco degli operai nella determinazione  delle politiche di controllo sui prezzi.Alle lamentele dei capitalisti  sui costi di produzione ,i consumatori rispondono:<<Mostrateci i vostri bilanci ;chiediamo di controllare il modo in cui vengano stabiliti i prezzi>>.Gli organismi predisposti a questo controllo dovrebbero essere gli organismo di controllo sui prezzi,costituiti da delegati delle fabbriche,dei sindacati,delle cooperative,delle organizzazioni degli agricoltori,della<<povera gente>>delle città,casalinghe ecc’’.

 

Pensiamo all’attualità di tutto questo in rapporto alla situazione attuale!

 

Ma per Preve,Trotsky non ha idea della fase di transizione,tutto questo è fumo!

 

Sembra che il nostro professore abbracci la tesi di Stalin secondo cui i bolscevico-leninisti,pardon trotskisti,vogliano schiacciare i contadini.Del resto per un simpatizzante maoista!

 

Da quest’analisi penso che sia chiaro il contrario.

 

Per ciò che riguarda il socialismo in un paese solo,Preve criticando la burocraticizzazione coglie solo un aspetto della questione,tralasciandone almeno altri due importantissimi.

 

Il nostro professore dimentica l’impossibilità di sopravvivenza del socialismo accerchiato dall’imperialismo o almeno critica tutto questo solo in rapporto alla burocraticizzazione e non alla realizzazione del comunismo.

 

Inoltre non tiene conto dell’importanza delle ideologie,come strumento di controllo delle masse e in un paese come la Russia soprattutto delle masse contadine.

 

Se si ammette il socialismo in un paese solo bisogna conferire a quel paese un ruolo messianico,per poter dire che li è possibile il socialismo e in tutti gli altri paesi no.

 

Riportiamo a sostegno di tutto ciò un affermazione di Ribbentrop,nel periodo del Patto-Hitler-Stalin’’Egli ha applicato metodi che in Russia erano in corso fin dai tempi antichi.E nel guardare il ritratto dello Zar Alessandro che sta esposto nel Cremlino,si ha…ancora l’impressione di andare a trovare uno Zar e non Stalin’’.

 

Stalin ha ripristinato i vecchi culti zaristi,il suo potere era un potere sacrale;lui era il grande padre della Russia e ogni contadino doveva essergli devoto.

 

Cosa analoga è toccata ai regimi maoisti dove lo stalinismo si è incrociato con il confucianesimo e il taoismo.

 

Preve ha una confusa concezione della fase di transizione e soprattutto non coglie l’importanza dell’ideologia intesa come ideologia della classe dominante.

 

Nella sua analisi sembra che non abbia idea di che cosa sia la sovrastruttura!

 

L’analisi di Preve appare assolutamente lacunosa,perché non coglie gli aspetti fondamentali della fase di transizione;la continuità che c’è fra il Manifesto e il Programma di Transizione.

 

Egli si limita a bollare la rivoluzione permanente senza averla minimamente confutata;pone una semplificazione grottesca di un pensiero rivoluzionario che è ben più ampio.

 

Il nostro professore si esonera affermando la necessità di andare oltre il contrasto fra trotskisti e stalinisti.

 

La sua conclusione si sposa con una sinistra incapace di fare i conti con gli errori del passato;con un processo di assunzione nei meccanismi sistemici che precede lo stesso stalinismo.

 

Il marxismo deve essere liberato da dogmi e incrostazioni ideologiche,ma questo processo non può che partire dal marxismo stesso;da qui nasce la necessità di smascherare la controrivoluzione staliniana e le menzogne maoiste.

 

La Quarta Internazionale è stata l’unico vero tentativo di rovesciare l’imperiasmo,quello democratico e quello fascista,e d’istaurare il socialismo;i marxisti devono ripartire da quest’esperienza che è stata interrotta ma che può riprendere.

 

Per Preve poi gli stalinisti restano quelli che si sono opposti al fascismo!Ora possiamo davvero riderci sopra!

 

 

 

 

 

 

 

1)Trotsky’’A novant’anni dal manifesto dei comunisti’’

 

2)Lenin’’Che fare?’’

 

3)Trotsky’’Il programma di transizione’’

 

4)Michael Hardt/Antonio Negri’’Impero’’

 

5)Roberto Massari’’Trotsky e la ragione rivoluzionaria’’

 

6)Arturo Peregalli’’Il patto Hitler-Stalin’’

 

7)Trotsky’’La rivoluzione permanente’’

 

8)Marx-Engels’’Manifesto del Partito Comunista’’

 

 

 

Stefano Zecchinelli Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa

 

 

 

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analisi culturale sull' involuzione democratica in Europa
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Involuzione democratica e ideologia borghese

Zecchinelli Stefano ( 20 Novembre 2009 )

L’attuale situazione politica ha riportato di moda il dibattito sull’involuzione democratica.
Quest’urlo lanciato dalla ‘’borghesia buona’’(termine caro a un dirigente di cui non ricordo il nome),è stato accolto sia dalla sinistra canonica che da quella movimentista.
Ovviamente i movimentisti,orfani di un Marcuse il quale raccontava che la rivoluzione necessita del disagio psichico,dovevano ‘’impiegare’’ diversamente i loro inopportuni capricci.
Quest’analisi non può prescindere da un metodo che sia scientifico e marxista.
Lenin analizzando lo Stato borghese,afferma che la democrazia rappresentativa è il migliore involucro che l’imperialismo possa darsi.1
Questa formula coglie in pieno il rapporto fra la sovrastruttura che chiede una cerca flessibilità e la struttura,l’economia.
La lezione leniniana è un esempio assoluto di unità fra teoria e prassi.
Lenin non ha visto i fascismi e quindi sarà Trotsky a porgere l’algebra marxista su queste presunte forme di Stato.
Il movimento operaio a seguito del biennio rosso 1918-1920 aveva costretto la borghesia a grandi concessioni,ma fu il tradimento dell’ala riformista di Turati a favorire la reazione.
Trotsky in un suo artico’’Che cos’è il fascismo’’,pubblicato nel giornale The Militant,analizza la base sociale del movimento fascista.
Il movimento fascista,dice,in Italia è un movimento spontaneo di larghe masse,con nuovi leader provenienti dalle sue fila.
Il fascismo è stato finanziato dai grandi capitalisti ed ha una base sociale sottoproletaria e piccolo borghese;una parte stessa del proletariato aderì al fascismo.
Mussolini è un prodotto della piccola borghesia.
Qui Trotsky rileva anche una non indifferente lacuna analitica del Comintern,il quale equiparava la dittatura di Primo Rivera in Spagna al fascismo mussoliniano.
Primo Rivera era un aristocratico,il suo è stato un regime transitorio che ha aperto le porte nel 1930 alla democrazia mentre il fascismo ha bisogno di ripudiare la democrazia.
Il fascismo è quindi una reazione della borghesia al movimento operaio.2
Lo Stato ha bisogno del piccolo capitale e quindi interviene nell’economia evitando alle piccole imprese il fallimento,per poi strangolarle nella morsa del gran capitale.
Cerchiamo di attualizzare questa ‘’storiografia analitica’’.
Oggi c’è un movimento operaio che sta mettendo con le spalle al muro la borghesia?E soprattutto oggi c’è un’avanguardia del proletariato?
La risposta è assolutamente negativa.
Preme chiarire,arrivati a questo punto,la funzione della piccola borghesia all’interno del sistema di produzione capitalistico.
La piccola borghesia-la quale non è una vera classe sociale-è composta da vari strati che vanno dagli sfruttatori ai semi-proletari.3
Questa è quindi composta da agenti economici che con potendosi coalizzare fra di loro si trovano in una situazione di materiale debolezza.
Qui ci troviamo davanti un punto cruciale della riflessione marxista:la differenza fra massa e classe.
Marx parla della classe media,mettendo in evidenza come il loro modo di produzione isola i suoi agenti l’uno con l’altro e questi non potendo rappresentarsi debbono farsi rappresentare.
Marx coglie a pieno la connessione che c’è fra classi medie e ordine borghese.4
Arrivati a questo punto abbiamo delineato un quadro molto chiaro,utilizzando la cassetta degli attrezzi di Marx,Lenin e Trotsky.
Dobbiamo soltanto applicare quest’algebra sociale al fascismo e alla democrazia borghese.
Mussolini negli scritti antecedenti al 1914 analizza molto bene le classi medie.
Egli afferma che queste nei periodi di crisi possono scegliere di schierarsi con la borghesia o con il proletariato sulla base dei loro interessi e delle loro ideologie.
Per ciò che riguarda l’ideologia delle classi medie,Lukacs individua nella filosofia nietzscheana il loro impulso vitale,mettendo questa in rapporto con il nascente imperialismo.
Il supporto di Lukacs è fondamentale per capire come i fascismi si siano dati una loro ideologia in rapporto a un certo senso comune che infettava le masse.5
Da D’Annunzio a Pirandello,tutta l’ideologia fascista è un’apologia dell’individualismo-l’individuo si noti bene è una categoria liberal-liberista-sospeso fra l’esaltazione e la depersonalizzazione.
Abbiamo individuato un’altra categoria fondamentale e cioè l’individuo.
Sia il fascismo che la democrazia borghese si riducono a un rapporto individuo-potere.
Il rapporto individuo-potere non è irrilevante,perché l’atomizzazione della classe operaia consente alla borghesia di mantenere lo status quo.
Solo la classe può sovvertire l’ordine esistente.6
Abbiamo rilevato un’ulteriore congiuntura fra fascismo e democrazia borghese e cioè la conservazione dell’ordine dato.
Traducendo tutto questo in termini marxisti che cosa significa?
Semplice,significa la conservazione dei rapporti di forza.
Quindi sia il fascismo che la democrazia devono conservare l’ordine esistente attraverso una falsa coscienza che riduce tutto a meri rapporti individuali.
Basta questo per far cadere tutta l’ideologia fascista,da Gentile a Junger,riguardante la democrazia organica,ma non è il caso di entrare in questi dettagli.
Ciò che qui abbiamo dimostrato è che l’analisi della democrazia borghese e del fascismo rileva le stesse identiche necessità che devono solo essere tradotte in termini marxisti.
Utilizzando una terminologia marxista,il fascismo è solo l’irrigidimento delle dinamiche sovrastrutturali che avviene davanti un proletariato maturo.
Il fascismo quindi viene utilizzato dalle borghesie in certi momenti storici in cui il conflitto di classe si va accentuando.
In questo modo abbiamo dato una lezione d’analisi teorica ai cadetti borghesi.
Si può parlare ancora tanto e su questioni apparentemente complesse come la riconciliazione ma la scienza marxista,anche qui,ci chiarisce subito le idee.
Le borghesie hanno la necessità di dare una certa continuità a quella che è una vera e propia cronologia storica del fattore produttivo.
I cadetti borghesi distratti come sempre si sono soffermati soltanto al dibattito italiano sui partigiani e i repubblicani di Salò;ma pensiamo alla Cina!
La cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino ha visto sfilare una sorta di cronologia culturale della Cina imperiale.
Questo non solo irride la golpe maoista del 1949 ma dimostra come i rapporti fra ideologia borghese e proletariato non sono esenti dal potere della cultura che va rapportato alla lotta di classe.
L’unità fra teoria e prassi è fondamentale per un partito leninista.
La fase che stiamo attraversando è assolutamente controrivoluzionaria,le masse sono egemonizzate culturalmente dalla borghesia,ma è in queste fasi che l’azione militante deve svolgere una funzione preparatoria;volendo utilizzare le parole del fisico Fantappiè possiamo parlare di potenziale anticipato.7
L’analisi marxista deve irridire l’opportunismo borghese;pensiamo alla Comunità europea!
I cadettuncoli borghesi si appellano agli organismi comunitari,come di recente è accaduto verso la Corte di Strasburgo,a riguardo dei diritti fondamentali(Imperialismo culturale) e nello stesso tempo si fanno alfieri del mercato unico europeo.
Tutto questo riporta al tema della costituzione di uno Stato Europeo e quindi di una nuova super potenza economica.
Volendo tradurre tutto questo in termini marxisti,significa che la sovrastruttura(ho parlato di Stato unico europeo)deve essere assolutamente flessibile.
Come si può parlare d’involuzione democratica?
In vero,volendo dare alcuni spunti per una denuncia costruttiva,si potrebbe parlare di ‘’Colpo di Stato Europeo’’.
Partendo dalla supremazia del diritto comunitario sul diritto interno-in questo modo il diritto di autodeterminazione dei popoli diventa fumo-noi avremo sentenze della Corte di Giustizia Europea vincolanti sulle istituzioni interne,sulla sovrastruttura.Fattore per il gran capitale italiano assolutamente non irrilevante!
Tali provvedimenti non hanno finalità politiche ma strettamente economiche.
Il Trattato di Lisbona-si rifletta sul significato giuridico del termine Trattato-,per citare un esempio,disciplina il diritto alla salute fra le normative riguardanti il mercato unico.
Siamo davanti ad un processo di liquefazione sovrastrutturale.
Il partito rivoluzionario deve lottare contro il collante ideologico posto dalla borghesia.
Lenin afferma’’Ma perché-domanderà il lettore-il movimento spontaneo,il movimento che segue la linea del minimo sforzo,conduce al predominio dell’ideologia borghese?Per la semplice ragione che,per le sue origini,l’ideologia borghese è ben più antica di quella socialista,essa è meglio elaborata in tutti i suoi aspetti e possiede una quantità incomparabilmente maggiore di diffusione.
E quanto più ragionevolmente è il movimento socialista di un determinato paese,tanto più energica deve essere la lotta contro tutti i tentativi di consolidare l’ideologia non socialista,tanto più risolutamente bisogna premunire gli operai contro i cattivi consiglieri che gridano alla’’sopravvalutazione dell’elemento cosciente’’.8
Questa frase di Lenin deve essere un punto di partenza per qualsiasi azione rivoluzionaria.
Lenin non ha visto i mezzi di comunicazione di massa eppure la sua analisi è estremamente attuale.
Il sistema di produzione capitalistico ben assorbe i movimenti spontanei,i fenomeni di massa.
Queste forme di disobbedienza diventano assolutamente sistemiche;in questo modo vengono scaricate le tensioni sociali distogliendo l’attenzione dalle dinamiche dei rapporti di forza.
Ovviamente il partito si trova isolato e la questione viene risolta con un grande appello alla legittimità costituzionale!
I militanti marxisti ben conoscono la natura di classe del diritto e quindi non è argomento che tratterò in questa sede.
Preme ancora sottolineare le modalità di assunzione delle varie forme di disobbedienza.
Un ulteriore esempio:il militante dei centri sociali!
In questo caso al movimentista viene chiesta una sola cosa;quello di essere anti-comunista fingendosi comunista!
Il problema non è di poco conto!Si va a creare una sorta di ‘’necessità del cattivo esempio’’!
L’uomo comune assimila i comunisti all’urlatore di professione,dicendo’’se quelli sono i comunisti,io non lo sarò mai’’.
Sembrerà una banalità ma è un ragionamento necessario se si vuole capire come il potere porta gli strati subalterni alla morfinizzazione intellettuale.
L’assimilazione delle varie forme di opposizione disorganizzate è fondamentale per il mantenimento dello status quo.
Il partito rivoluzionario non può cadere in simili tranelli!
Forte dell’analitica marxista deve far cadere l’ideologia borghese;questa lotta si estende su tutti i piani,dai falsi antagonismi fino agli sciacalli capitalisti.
L’applicazione di un metodo marxista,libero da incrostazioni ideologiche,è il primo passo per il trionfo della Quarta Internazionale e della rivoluzione socialista.


1)Lenin ‘’Stato e rivoluzione’’
2)Trotsky’’Che cos’è il fascismo?’’
3)Trotsky’’Programma di transizione’’
4)Marx’’Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte’’
5)Gyorgy Lukacs’’La distruzione della ragione’’
6)Gyorgy Lukacs’’Rosa Luxemburg marxista’’
7)Sandro Saggioro’’logos e kratos in Amadeo Bordiga’’
8)Lenin’’Che fare?’’

Zecchinelli Stefano Partito Comunista dei Lavoratori Sezione di Pisa

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Karl Marx e Friedrich Engels (1848) Il Manifesto del Part. Comunista
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Rosa Luxemburg : riforma sociale o rivoluzione ?
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TROTSKY DICHIARAZIONE CONTRO LA GUERRA - 1932
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Gramsci relazione al C.C. 1925 12 maggio
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qualche testo classico del marxismo
Riduci
Antonio Gramsci : disciplina e libertà - mercoledì 2 agosto 2006 - mercoledì 2 agosto 2006

 

Antonio Gramsci

DISCIPLINA E LIBERTA'

Associarsi a un movimento vuol dire assumersi una parte della responsabilità degli avvenimenti che si preparano, diventare di questi avvenimenti stessi gli artefici diretti. Un giovane che si iscrive al movimento giovanile socialista compie un atto di indipendenza e di liberazione. Disciplinarsi è rendersi indipendenti e liberi. L'acqua è acqua pura e libera quando scorre fra le due rive di un ruscello o di un fiume, non quando è sparsa caoticamente sul suolo, o rarefatta si libra nell'atmosfera. Chi non segue una disciplina politica è appunto materia allo stato gasoso, o materia bruttata da elementi estranei: pertanto inutile e dannosa. La disciplina politica fa precipitare queste lordure, e dà allo spirito il suo metallo migliore, alla vita uno scopo, senza del quale la vita non varrebbe la pena di essere vissuta.....

 
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